Nota per la Stampa 07.06.2011

.

Termoli, 07/06/2011 – Con riferimento agli articoli apparsi nelle giornate di ieri e di oggi su alcuni organi di informazione locale, relativi al sequestro di terreni situati all’interno del perimetro consortile, è  interesse del Consorzio Industriale di Termoli, proprietario dei terreni, chiarire quanto segue, al fine di fugare facili, quanto inopportuni sensazionalismi giornalistici:
- Nel 2001 la ITT s.r.l. e la F.I.S. S.p.A., a seguito del rinvenimento di trielina nei lotti di proprietà e nelle acque sotterranee, attivavano presso il Comune di Termoli la procedura di bonifica dei terreni aziendali; considerato che il Consorzio Industriale è proprietario delle aree confinanti con le suddette aziende, esso riteneva opportuno e doveroso compiere tutti gli accertamenti tecnici necessari a verificare l’eventuale esistenza di analoghe sostanze anche sui terreni di sua proprietà.
- In seguito alle segnalazioni delle ditte ITT e F.I.S. il Comune di Termoli, competente nel settore della bonifica ambientale, indiceva apposita conferenza di servizi, alla quale prendevano parte tutti gli enti istituzionalmente interessati (ARPA, Provincia, ASREM, ecc).
- Come deciso nella Conferenza di Servizi, dal  febbraio 2002, le attività di bonifica della ITT e della FIS sono state attivate smaltendo le acque di falda contaminate presso il depuratore consortile.
- Solo nell’aprile 2010 la Provincia di Campobasso segnalava al Consorzio che l’area di sua proprietà, posta tra le aziende della ITT e della F.I.S., era coltivata abusivamente, nonché che l’attività agricola avrebbe potuto comportare un rischio per la salute pubblica; chiedeva, nel contempo, all’ARPAM di fornire il proprio parere tecnico in merito al rischio associato all’attività agricola stessa.
- L’ARPAM rispondeva premettendo che l’analisi di rischio associata all’eventuale attività agricola nel sito in questione era di competenza della Conferenza di Servizi all’uopo convocata, in modo che tutti gli Uffici costituenti la stessa  potessero esprimere le loro valutazioni; precisava, comunque, che il campionamento dei prodotti agricoli è di competenza dell’ASREM di Termoli.
- A ricevimento della segnalazione, il Consorzio si attivava prontamente e, previa individuazione dei coltivatori abusivi, li diffidava con specifica lettera a rilasciare i terreni occupati senza sua autorizzazione e, comunque, a non utilizzare per l’alimentazione gli eventuali frutti prodotti sui detti terreni, essendo gli stessi interessati da interventi di bonifica. Conseguentemente, il Consorzio, il 17 maggio 2010, inviava una specifica nota alla Provincia, all’ARPAM ed alla Procura di Larino, comunicando  di essersi attivato per la verifica dei piezometri posti sulla sua area e connessi al procedimento di bonifica attivato dalle ditte ITT e FIS, deputate a rotazione, ai controlli di qualità degli stessi; informava, inoltre, di avere diffidato i coltivatori abusivi al rilascio dei terreni ed a non utilizzare i frutti per uso alimentare.
- Rilevato, poi, che, nonostante le diffide intimate i terreni risultano nuovamente coltivati, il Consorzio, in data 28 maggio 2011 – prima che venisse disposto il sequestro del 31 maggio 2011 - ha presentato formale denuncia alla Procura di Larino per l’occupazione abusiva dei terreni di proprietà in argomento ed a riprova si allega copia della ricezione della denuncia prodotta.

Si evidenzia che il sequestro è stato disposto dalla Procura di Larino, nei confronti degli occupanti abusivi, sia in quanto essi coltivavano i terreni senza avere ricevuto alcuna autorizzazione del Consorzio ed, anzi, senza ottemperare alla diffida di rilascio da quest’ultimo intimata, sia per ragioni di salute pubblica.

Per dovere di cronaca che il Consorzio sente di dare, si segnala anche che la ITT s.r.l. ha recentemente trasmesso all’Ente la relazione programmatica sulla bonifica ambientale, dalle cui conclusioni è dato evincere che è possibile considerare terminate le operazioni di bonifica; pertanto, l’Azienda ha inoltrato richiesta al Comune di Termoli di convocazione della Conferenza di servizi per concludere il procedimento di bonifica.

In risposta poi al fatto che le coltivazioni sarebbero abusive solo nella forma, si informa che l’Organo amministrativo del Consorzio, già da anni provvede a denunciare alle autorità competenti i coltivatori che vengono individuati  come occupanti abusivi dei terreni di proprietà.

In riscontro, invece, all’intervento rilasciato dall’ex Presidente di Palazzo Magno, Nicola D’Ascanio, lo scrivente innanzitutto si associa al plauso per il lavoro svolto dalla Polizia Provinciale anche in sinergia con il Consorzio; lo stesso, però, non può esimersi dal sottolineare che davvero non si comprende come possa un episodio di  rinvenimento di trielina su terreni non consortili, risalente al 2001, avere tanto clamore oggi ed essere imputato all’attuale Organo amministrativo del Consorzio o ai vertici politici regionali; pare, invece, probabile che le illazioni contenute nell’articolo siano state rese dal D’Ascanio solo al fine di alimentare una sterile polemica di natura politica, in vista delle prossime competizioni regionali.

Questi esposti sono i fatti; ci auguriamo che si abbia la volontà di pubblicarli, nell’ottica di rendere un servizio giornalistico che non deve necessariamente fare del sensazionalismo, ma principalmente informare l’opinione pubblica, senza creare falsi ed inutili allarmismi.

Si allega copia della ricezione della denuncia prodotta dal Consorzio il 28 maggio 2011.


         IL PRESIDENTE f.f.
      Bartolomeo ANTONACCI